Niente 50ª edizione della Sagra del Fungo Amiatino. Una decisione difficile, ma che racconta la serietà di chi da mezzo secolo difende una manifestazione nata intorno al vero porcino dell’Amiata
A volte, per tenere viva una tradizione, bisogna avere il coraggio di fermarsi. È quello che è successo a Bagnolo, dove il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi APS ha deciso di annullare la 50ª edizione della Sagra del Fungo Amiatino.
Una decisione certamente dolorosa, soprattutto perché avrebbe dovuto essere l’edizione del mezzo secolo di storia. Un traguardo importante per una comunità che ha fatto della sagra uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’autunno amiatino. Ma proprio la serietà con cui gli organizzatori hanno sempre custodito questa manifestazione ha portato alla scelta di non andare avanti in assenza del suo protagonista: il vero fungo porcino del Monte Amiata.
Non ci sono, infatti, le condizioni naturali per garantire la qualità e la quantità necessarie. La prolungata assenza di piogge e i venti sfavorevoli hanno compromesso la nascita spontanea dei funghi nei boschi. A confermarlo sono gli esperti dell’Associazione Micologica del Monte Amiata e gli anziani raccoglitori, custodi di una conoscenza del territorio costruita attraverso generazioni.
E così, davanti a un bosco che quest’anno non sta dando quello che tutti speravano, il Comitato ha scelto di non cercare scorciatoie.
Per una manifestazione che ha costruito la propria identità sulla valorizzazione del porcino locale autentico, sarebbe stato difficile festeggiare il cinquantesimo anniversario senza poter garantire ai visitatori quel prodotto e quella qualità che rappresentano l’essenza stessa della sagra.
È una scelta che va oltre il semplice annullamento di una festa. Racconta un modo di intendere il rapporto con il territorio: prima viene il prodotto, poi viene l’evento.
Una sagra che appartiene all’Amiata
La Sagra del Fungo Amiatino è da decenni uno degli appuntamenti che segnano l’autunno di Bagnoli e dell’intera montagna. Un evento nato dalla comunità e cresciuto grazie al lavoro dei volontari, capace di richiamare appassionati e visitatori proprio perché legato a un prodotto autentico e a una cultura profondamente radicata nei boschi dell’Amiata.
Particolarmente significativa è anche la Mostra Micologica, considerata la prima della Toscana, che accompagna tradizionalmente la manifestazione offrendo agli appassionati la possibilità di conoscere la grande varietà di specie presenti nei boschi amiatini.
Anche sotto questo aspetto, però, quest’anno la natura non consente di garantire le condizioni necessarie. La scarsità di specie censite renderebbe impossibile allestire una mostra all’altezza della sua storia.
E proprio qui emerge ancora una volta il valore della decisione del Comitato: non basta organizzare una festa, bisogna rispettarne l’identità.
Il cinquantesimo anniversario avrebbe meritato una grande celebrazione. Ma festeggiare senza il fungo dell’Amiata avrebbe rischiato di trasformare quella celebrazione in qualcosa di diverso da ciò che Bagnoli ha costruito nel corso di cinquant’anni.
L’appuntamento è solo rimandato
La festa, dunque, non finisce. Viene semplicemente rimandata.
Il Comitato Festeggiamenti Bagnolesi ha voluto ringraziare i tanti volontari e tutti coloro che negli anni hanno contribuito a far crescere la manifestazione. Sono loro, insieme ai raccoglitori e alla comunità, ad aver trasformato la sagra in una tradizione capace di attraversare le generazioni.
Ora l’appuntamento è per il prossimo anno, con la speranza che la montagna torni a essere generosa.











