Il nuovo piano industriale parte dall’Amiata, dove nasce oltre il 55% dell’acqua distribuita nelle province di Grosseto e Siena
Il futuro dell’acqua parte dall’Amiata. È qui, tra le sorgenti che alimentano oltre il 55% dell’acqua potabile distribuita da Acquedotto del Fiora, che l’azienda ha scelto di presentare il nuovo Piano Fiora 2026-2029, dopo gli appuntamenti di Siena e Grosseto.
Una scelta simbolica e strategica: il Monte Amiata rappresenta infatti il cuore della risorsa idrica che serve gran parte della Toscana meridionale. La presentazione si è svolta nella Sala del Popolo del Comune di Santa Fiora alla presenza dei sindaci dell’area Amiata-Orcia, dei vertici aziendali e della stampa.
Piano Fiora 2026-2029: persone, servizi e innovazione
Il nuovo piano industriale è stato illustrato dal presidente Roberto Renai e dall’amministratore delegato Anna Varriale.
Tre i pilastri del progetto:
- persone;
- servizio alla comunità;
- innovazione.
“Dal Piano Fiora 26/29 nasce l’acqua del futuro – ha spiegato Renai – con attenzione alla sostenibilità della tariffa, alla tutela della risorsa idrica e al rafforzamento del presidio territoriale”.
Il presidente ha ricordato anche i risultati raggiunti dal 2019 al 2025:
- 45 milioni di metri cubi d’acqua recuperati;
- perdite ridotte di oltre il 10%;
- 315 milioni di euro di investimenti sul territorio.













