Un importante atto che mette al centro la filiera del Castagno come motore di sviluppo delle aree interne
L’Amiata si conferma al centro del dibattito sul futuro delle aree interne. Nella sede dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetana è stato sottoscritto il protocollo d’intesa tra l’Associazione Nazionale Città del Castagno e Uncem nazionale, un accordo che punta a rafforzare la collaborazione per la valorizzazione della castanicoltura e lo sviluppo dei territori montani.
A firmare il documento sono stati il presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, e il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, Lorenzo Fazzi, alla presenza dei rappresentanti dei Comuni amiatini e di numerosi amministratori del territorio.
L’intesa si inserisce in un percorso più ampio avviato dall’associazione, che negli ultimi mesi ha già sottoscritto protocolli con altre realtà nazionali, tra cui Legambiente. L’obiettivo è creare una rete di soggetti capaci di lavorare insieme per il rilancio delle aree interne.
Le parole di Fazzi
«Condividiamo il territorio e condividiamo anche l’obiettivo di rilanciarlo – ha spiegato Lorenzo Fazzi –. Non vogliamo accettare il declino delle aree interne. Un altro tema fondamentale è quello dell’aggregazione: abbiamo già avviato collaborazioni con Legambiente e con altre associazioni e oggi questo accordo con Uncem rappresenta un passaggio particolarmente importante».
Per il presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, i protocolli devono trasformarsi in strumenti concreti. «Queste convergenze devono produrre progettualità, innovazione e nuove opportunità per i territori. Non devono rimanere semplici accordi sulla carta».
Fazzi ha ricordato anche il ruolo svolto dall’associazione, che oggi conta circa cento soci tra enti pubblici e privati e che negli anni ha avuto un ruolo importante nella lotta contro il cinipide galligeno, il parassita che aveva messo in ginocchio la castanicoltura italiana.
Non mancano però le preoccupazioni per gli effetti del cambiamento climatico. «La situazione climatica non influisce positivamente sul castagno – ha osservato –. Quest’anno abbiamo registrato una fioritura molto anticipata. Dal punto di vista produttivo sarà determinante capire come evolverà la stagione, soprattutto nel mese di agosto. Se dopo il periodo più caldo arriveranno piogge abbondanti, il castagno potrà recuperare».
Lo sguardo dell’associazione, tuttavia, va oltre la produzione delle castagne. «Stiamo lavorando sul concetto di multifunzionalità del castagno – ha concluso Fazzi –. Il rinascimento del castagno passa attraverso la sua valorizzazione durante tutto l’anno e non soltanto nel periodo della raccolta. Il castagno può diventare un simbolo del rilancio delle aree interne e contribuire a creare nuove microeconomie capaci di mantenere vive le nostre comunità».
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il presidente nazionale di Uncem, Marco Bussone, Marco Simiani, Parlamentare Pd e Luigi Vezzalini direttore tecnico dell’Associazione che hanno sottolineato il valore della collaborazione tra enti e associazioni per rafforzare le politiche dedicate alle aree interne. Bussone ha evidenziato come la tutela del patrimonio castanicolo rappresenti un’opportunità di sviluppo per le comunità montane e come accordi di questo tipo possano favorire la nascita di progettualità condivise tra amministrazioni locali e soggetti del territorio.













